Il titolo può anche sembrare criptico, ma, mentre racconterò dell’azienda dove questo avviene, cercherò di decrittarlo.
Sanzio Evangelisti, Bolognese, è il mastro distillatore di Mazzetti d’Altavilla, distilleria in provincia di Alessandria, al confine con l’astigiano, confinante con Castagnole Monferrato, patria del Ruchè.
E’ un personaggio affascinante, Sanzio, che mette passione in tutto quello che fa, dalla distillazione, alla collaborazione con Baratti e Milano (con i cioccolati che ben si abbinano ai distillati), alla ristorazione con anche una proposta di abbinamento di menu con diverse grappe.
Lui, che ha spostato una delle tre sorelle Mazzetti (6° generazione dei distillatori Mazzetti 1846), dice che l’essere circondato da donne lo aiuta; e, vedendo come l’azienda si sta imponendo come brand, con i negozi monomarca, la produzione non solo di grappe ma anche di Brandy, Gin, liquori, da qualche anno pure Whisky, per non parlare della stupenda sede aziendale, con anche giardino e cappella, c’è da confermare l’ottimo lavoro dell’intera famiglia, ora giunta anche alla 7° generazione.
La sede aziendale è infatti una bellissima villa, nelle cui cantine si trova il negozio, scenograficamente molto elegante ed accattivante.
Di fianco si trovano la distilleria, la ‘fabbrica’ dell’azienda, e la barricaia, dove i distillati riposano, in botti piombate dalla finanza, finché il mastro distillatore non ritiene che siano pronti per la messa in commercio.
La materia prima per le grappe, la vinaccia, viene conservata all’esterno coperta da teli che isolano dal sole e abbattono i cambi di temperatura.
Dalla collaborazione con l’azienda Ferraris di Castagnole Monferrato, che conferisce le vinacce, viene prodotta la grappa 7.0 Vigna del parroco, una grappa molto profumata e morbida; più secca la grappa di Ruchè Radici, bianca, mentre, come via di mezzo tra le due, c’è la grappa 7.0 di Ruchè Barricata. Ci sono poi grappe di Malvasia, Moscato, Grignolino, Barolo (da vinacce di nebbiolo atto a Barolo). C’è anche un grappa che supera i 50°, e infatti si chiama ‘altogrado’: anche quest’ultima, come pure tutte le altre, quando entra in bocca trasmette tutti i sapori e, dopo la deglutizione, non fa bruciare la gola; sembra quasi un miracolo, ed invece è la grande capacità di Sanzio di controllare la distillazione per garantire di non perdere il gusto a causa della elevata presenza dell’alcool.
L’azienda, come già citato prima, produce da pochi anni un Whisky che, di anno in anno, sta migliorando: con la grande volontà e capacità di Sanzio, la Scozia rischia di trovarsi un bravissimo concorrente Italiano che realizza distillati che scaldano piacevolmente il palato senza lasciare quella sensazione finale di bruciore all’esofago. E questo a prescindere dall’effettiva gradazione alcolica del prodotto: ecco il controllo della potenza del grado alcolico!



